Corsi e competenze per la formazione in azienda

News details

Il rischio di caduta dall’alto nei lavori edili

ARTICOLO TRATTO DA:

 

DECRETO N. 1819  05/03/2014

Identificativo Atto n. 119 

DIREZIONE GENERALE SALUTEREGIONE LOMBARDIA

LINEE GUIDA PER L'UTILIZZO DI SCALE PORTATILI NEI CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI

 

LABORATORIO REGIONALE APPROFONDIMENTO “COSTRUZIONI”

Gruppo di Lavoro “Lavori in quota”

 

Il rischio di caduta dall’alto nei lavori edili

E’ ormai ampiamente noto che nei lavori edili la caduta dall’alto rappresenta la modalità di

accadimento di infortunio che, con maggiore frequenza, genera infortuni gravi e mortali. Nelle

numerose analisi statistiche disponibili in letteratura, la percentuale dei casi attribuiti a caduta

dall’alto sul totale degli infortuni gravi varia dal 30 al 40%, quanto a numero di casi; è

costantemente intorno al 40%, quanto a numero di giornate perse; è attorno al 50%, quanto a

gradi di invalidità permanente riconosciuti.

E’, quindi, del tutto appropriato che nel comparto delle costruzioni edili le iniziative di prevenzione

del rischio di caduta dall’alto assumano una priorità assoluta in termini di energie e di risorse

dedicate, trattandosi di un rischio che con elevata probabilità genera un danno grave e con un

impatto elevato anche rispetto a parametri di natura socio - economica.

….

Per contrastare questa diffusa sottostima del rischio generato dal diffuso cattivo utilizzo delle

scale, il Gruppo si è posto l’obiettivo di predisporre indicazioni operative di facile applicazione in

cantiere da parte delle persone che vi operano, per fare sì che le scale portatili siano finalmente

considerate non già strumenti di libero utilizzo a fronte di qualsivoglia bisogno, ma bensì

attrezzature di utilizzo specifico per l’accesso a luoghi elevati e per posizionamenti in relazione a

lavori di piccola entità e breve durata.

….

Le Linee Guida sono strutturate in modo tale da consentire il rapido esame delle indicazioni

in esse contenute con riguardo alle molteplici attività di cantiere censite. Si compone di una

parte generale ed una specifica, redatta in forma di “schede di attività” che ha riguardato i seguenti 11 possibili utilizzi in cantiere delle scale portatili:

- opere di scavo di pozzi, cunicoli, trincee ecc.;

- posizionamento di manufatti per il getto di pilastri e travature con successiva messa in opera

di solai prefabbricati e non, ossia il cosiddetto “banchinaggio”;

- realizzazione dei pilastri in C.A.;

- superamento di dislivelli per passaggio da solaio a solaio;

- movimentazione di monoblocchi di cantiere quali baracche, casseri e ferri da armatura;

- lavori di assistenza ai fini della realizzazione di impianti;

- esecuzione e manutenzione di impianti;

- attività di smontaggio e smantellamento di strutture ed impianti (strip out);

- apertura e chiusura della copertura superiore degli automezzi telonati;

- esecuzione di finiture ed intonaci;

- posa e disarmo dei casseri di armatura;

 

Le Linee Guida sono, inoltre, corredate da sintetiche “check-list” ad uso dell’utilizzatore della

scala.

 

Sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente:

Inoltre il documento sottolinea che l’attuazione di sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori che utilizzano scale portatili in cantiere “trova piena giustificazione se si considera che il lavoro in quota, indipendentemente dal contesto in cui viene eseguito, ha tali peculiarità di rischio, nonché gravità di danni potenzialmente derivanti che essa può, a ben diritto, essere ritenuta misura di tutela della sicurezza dei lavoratori. Rientra, dunque, tra gli obblighi del datore di lavoro, che, secondo l’art.18, comma c) del D.Lgs.81/08, ‘nell’affidare i compiti ai lavoratori deve tener conto delle loro capacità e condizioni in rapporto alla loro salute e sicurezza’.

 

IDONEITA’ SANITARIA ALLUTILIZZO DI SCALE

L’attuazione di sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori che utilizzano scale portatili in cantiere

trova piena giustificazione se si considera che il lavoro in quota, indipendentemente dal contesto

in cui viene eseguito, ha tali peculiarità di rischio, nonché gravità di danni potenzialmente derivanti

che essa può, a ben diritto, essere ritenuta misura di tutela della sicurezza dei lavoratori.

Rientra, dunque, tra gli obblighi del datore di lavoro, che, secondo l’art.18, comma c) del

D.Lgs.81/08, “nellaffidare i compiti ai lavoratori deve tener conto delle loro capacità e condizioni in

rapporto alla loro salute e sicurezza”.

D’altra parte, tutti i lavoratori del comparto delle costruzioni sono soggetti alla sorveglianza

sanitaria per tutti gli altri rischi specificamente normati (come da Decreto Direttore Generale Sanità

n°5408 19/06/2012 Linee Guida Regionali per la Sorveglianza Sanitaria in Edilizia: Aggiornamento

del Decreto Direttore Generale Giunta Regionale del 31 ottobre 2002 n. 20647).

Scopo delle presenti Linee Guida è quindi quello di qualificare la sorveglianza sanitaria già

effettuata anche in modo mirato a questo tipo di attività.

Le finalità della sorveglianza sanitaria sono sostanzialmente due:

- la valutazione del possesso dei requisiti psicofisici necessari per lo svolgimento della mansione.

A questo riguardo possiamo ritenere che il lavoro in quota richieda capacità di muoversi in

sicurezza in situazioni difficili; capacità cognitive, di giudizio e comportamentali adeguate alle

situazioni da affrontare; assenza di disturbi dell’equilibrio; sufficiente funzionalità dell’apparato

sensitivo; assenza di controindicazioni all’uso dei dispositivi di protezione individuale contro la

caduta dall’alto;

- l’accertamento di condizioni cliniche che controindichino lo svolgimento di lavoro in altezza.

 

Il protocollo di sorveglianza sanitaria

Il protocollo di sorveglianza sanitaria può essere articolato in accertamenti di primo e di

secondo livello, questi ultimi da effettuarsi qualora quelli di primo livello abbiano evidenziato

necessità di approfondimenti.

Negli accertamenti di primo livello gli strumenti principe della sorveglianza sanitaria sono

l’anamnesi e la visita medica, integrate da alcuni esami e valutazioni specialistiche.

E’ opportuno che la rilevazione della sintomatologia avvenga mediante l’impiego di questionari

standardizzati e validati, dei quali si fornisce indicazione al paragrafo Riferimenti bibliografici nonché

all’allegato 1 con illustrazione tipologica.

Per la rilevazione/registrazione dell’esame obiettivo non si propone uno schema obbligato,

affidandone la conduzione alla professionalità del Medico Competente in funzione del caso

specifico in esame.

Gli accertamenti diagnostici a corredo della visita medica, molti dei quali già correntemente

effettuati a cura del Medico Competente, vengono differenziati fra il momento della valutazione

preventiva e quello della valutazione periodica.

In sede di valutazione di idoneità preventiva si propone:

- Esami di laboratorio: esame emocromocitometrico comprensivo di conta piastrinica,

transaminasi e gamma GT sieriche, colesterolemia, trigliceridemia, creatininemia, glicemia a

digiuno, esame urine;

- Determinazione dell’acuità visiva per lontano, almeno con tavola optometrica;

- ECG basale;

- Spirometria (valutazione dei volumi polmonari e dei flussi espiratori);

- Esame audiometrico;

- Valutazione del senso dell’equilibrio con esame clinico (manovra di Romberg; prova indice-naso;

prova della deviazione degli indici; prova della marcia; ricerca del nistagmo spontaneo).

In sede di valutazione di idoneità periodica si propone:

- visita medica con periodicità annuale/biennale;

- esami di laboratorio come sopra ed esami strumentali sulla base della valutazione del rischio e

dell'età del lavoratore (di norma triennale/quinquennale), quali la determinazione dell'acuità

visiva per lontano, con tavola optometrica, ECG, Spirometria, esame audiometrico, valutazione

del senso dell'equilibrio.

Negli accertamenti di secondo livello, da prevedersi In presenza di sintomi e/o segni clinici sospetti

per patologia, il programma sanitario può essere integrato da consulenze e valutazioni

specialistiche più raffinate, quali ad esempio una valutazione cardiologica con eventuale ECG

dinamico ed ecocardiogramma nei soggetti a elevato rischio coronarico; una valutazione

neurologica con EEG in caso di sintomi neurologici; un esame otovestibolare in caso di presenza di disturbi dell’equilibrio.

 

Condizioni ostative all’idoneità

Vengono indicate le seguenti patologie da considerarsi ostative all’idoneità specifica a lavoro

in quota:

o tutte le gravi insufficienze d’organo, comunque determinate;

o la grave obesità (BMI > 40);

o le alterazioni del senso dell’equilibrio e le turbe della coordinazione motoria, l’epilessia e

le alterazioni dello stato di coscienza (di natura organica e/o psichica);

o gli episodi sincopali; le aritmie cardiache; le coronaropatie, le valvulopatie rilevanti

emodinamicamente; le forme gravi di ipertensione arteriosa non controllata dalla terapia

farmacologica;

o il diabete in mediocre compenso o con storia di crisi ipoglicemiche ripetute;

o le forme gravi di reumoartropatie e di osteoartrosi.

I lavori su scala portatile con posizionamento ad altezza superiore a 2 m sono, inoltre, da vietare:

- agli adolescenti così come definiti dalla Legge 17 Ottobre 1967 n° 977 modificata dal D.Lgs

4 Agosto 1999 n° 345 “Tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti”;

- alle lavoratrici durante il periodo di gravidanzae fino ai 7 mesi di età del figlio,

potendosi considerare lavori pericolosi, faticosi ed insalubri, anche se non espressamente citati

nell’allegato A del D.Lgs n.151 del 26 marzo 2001 “Testo Unico delle disposizioni legislative in

materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’art.15 della legge 8

marzo 2000, n. 53”.

 

Si rammenta, infine, che al pari delle altre attività di cantiere, vige il divieto di assunzione e

somministrazione di alcol.

Scarica allegato

Visualizza tutti